
Il ritratto è il genere fotografico più diffuso nel mondo della fotografia.
No. per me niente di tutto questo. Per quello che mi riguarda il ritratto è qualcosa di più, e lo realizzo partendo dalla persona che sto ritraendo. Per quale motivo ha deciso di farsi fotografare?Perchè l’approccio al ritratto, secondo me, non è mai casuale, ha sempre una spinta interiore che diventa bisogno. Ho voglia di fare vedere come effettivamente sono; ho voglia di "immortalare" la mia immagine e appunto renderla immortale, fissa nel tempo che scorre e che inesorabile cambia le fattezze; ho voglia di interpretare un soggetto o una situazione. E mille altri motivi ancora.
Ecco che quindi il ritratto fotografico diventa importante quando appunto incontra il bisogno dei soggetti e allora si innesca il meccanismo dell’interesse che il fotografo ha per quel bisogno che poi è anche il proprio bisogno di espressione.
Altra cosa è quando a progettare un ritratto è il fotografo che ha nella propria testa un progetto fotografico che necessita di uno o più soggetti. A quel punto il soggetto diventa interprete del pensiero creativo del fotografo che "lo usa" a suo uso e consumo attuando tutte le tecniche di ripresa che conosce e che, in base al proprio estro, possano aiutare a a raccontare quella storia e a sviluppare il progetto.
Infine c’è il ritratto estemporaneo, quello che il fotografo realizza perchè spinto da un impulso che è un misto di interesse artistico e di voglia di espressione. E’ quello che accade nel reportage, nello street dove è l’immagine stessa a venire verso di te, a cercare "l’incidente fotografico" quell’impatto a cui non puoi sfuggire, perchè quella situazione che incontra la tua voglia di esprimerti.

